UNA VITA VIOLENTA (1962) RECENSIONE DI G.B. CAVALLARO

2020-05-09T12:48:57+01:00May 9th, 2020|CINEMA|

Una vita violenta, il romanzo di Pier Paolo Pasolini, è il testo base sul quale Heusch, non nuovo alle cronache cinematografiche, e Brunello Ron­di, l’elegante ed attento sceneggiatore dei film di Fellini, alla sua prima regia, hanno cercato di scrivere in termini attuali una storia umana, e soprattutto di esprimere un giudizio su un tempo, un mondo, per prospettare la visione triste ma virile della nostra condizione

Onibaba (Onibaba – Le assassine) – Recensione di Guido Cincotti [Bianco e Nero]

2019-12-07T22:13:47+00:00December 7th, 2019|CINEMA|

Siamo nel tormentato medioevo giapponese: la guerra civile infuria seminando lutti e miseria. In una capanna nascosta da un fitto canneto, tra la palude e il fiume, una donna anziana e una giovane, suocera e nuora, aspettano che torni il loro uomo. Per sopravvivere, tendono agguati a sperduti «samurai», li uccidono, li depredano, li gettano in un pozzo, vendono le spoglie a un mercante.

Uccellacci e Uccellini (1966) – Recensione di G. B. Cavallaro [Bianco e Nero]

2019-12-01T10:08:40+00:00December 1st, 2019|CINEMA|

Il film di Pier Paolo Pasolini, Uccellacci e uccellini ha un impianto allegorico, o per meglio dire da parabola. Il regista stesso parla di una «operetta poetica nella lingua della prosa» (come intenzione) dalla struttura magica e malinconica di favola. In altri momenti definisce il suo racconto «ideo-comico»

Accattone (1961) – Recensione di Filippo Sacchi

2019-09-06T17:00:34+01:00September 6th, 2019|CINEMA|

Credo che ormai sarebbe ingenuo venire a raccontare Accattone al lettore. È da un anno che periodicamente l’Italia è costretta ad occuparsene. Il nostro è un Paese buffo. In nessun altro Paese normale un film come questo sarebbe diventato un affare di Stato.

Barry Lyndon (Barry Lyndon, 1976) – Recensione di Tullio Kezich

2019-04-16T09:46:18+01:00April 10th, 2019|CINEMA|

Barry Lyndon mette in scena una società violenta, ferocemente classista, dove l’avventuriero gode di una libertà effimera e viene presto emarginato e distrutto. Arricchito dalla più bella fotografia che si sia vista al cinema, il film comunica con stoicismo un sentimento amaro dell’esisten­za e della storia.

Shining (1980) – di Enrico Ghezzi [Il Castoro Cinema]

2018-10-15T16:15:13+01:00October 15th, 2018|CINEMA|

Vedere, rivedere, stravedere. Sarà possibile inventare uno «stravedere» come possibile ulteriore significato di «to overlook». In ogni caso, Shining è un film da vedere rivedere stravedere, portando la «stravisione» oltre l’intransitività dello «stravedere (per – qualcuno o qualcosa – )». Ed è un film che stravede il cinema e nel cinema, il futuro negli anni ’80.