Pier Paolo Pasolini

Una vita violenta (1962)

UNA VITA VIOLENTA (1962) RECENSIONE DI G.B. CAVALLARO

Una vita violenta, il romanzo di Pier Paolo Pasolini, è il testo base sul quale Heusch, non nuovo alle cronache cinematografiche, e Brunello Ron­di, l’elegante ed attento sceneggiatore dei film di Fellini, alla sua prima regia, hanno cercato di scrivere in termini attuali una storia umana, e soprattutto di esprimere un giudizio su un tempo, un mondo, per prospettare la visione triste ma virile della nostra condizione

Uccellacci e Uccellini (1966) – Recensione di G. B. Cavallaro [Bianco e Nero]

Il film di Pier Paolo Pasolini, Uccellacci e uccellini ha un impianto allegorico, o per meglio dire da parabola. Il regista stesso parla di una «operetta poetica nella lingua della prosa» (come intenzione) dalla struttura magica e malinconica di favola. In altri momenti definisce il suo racconto «ideo-comico»

La folla, cos’è? – di Pier Paolo Pasolini

Avendo fatto in questi giorni (a Zafferana, in Sicilia, c’era un’atmosfera da linciaggio) esperienza della folla, mi è stato naturale rispondere subito a una lettera, firmata da Massimo Baldini, che mi pone delle domande, appunto, sulla folla (argomento della sua tesi di laurea).

Pier Paolo Pasolini on Abortion

Who is in favour of abortion? No one evidently. One would have to be mad to be in favour of abortion. The problem is not to be for or against abortion but for or against its legalization.

Accattone (1961) – Recensione di Filippo Sacchi

Credo che ormai sarebbe ingenuo venire a raccontare Accattone al lettore. È da un anno che periodicamente l’Italia è costretta ad occuparsene. Il nostro è un Paese buffo. In nessun altro Paese normale un film come questo sarebbe diventato un affare di Stato.

Pasolini: Rebellion, Art and a New Society – by Susan Macdonald

Pier Paolo Pasolini is a versatile Italian poet, novelist, filmmaker, philologist, translator and critic. Born in Bologna in 1922, he has proved to be the most controversial figure in modern Italian art. His unrelenting attacks on bourgeois Italy and its institutions, together with his use of ‘obscene’ language and situations, have made him a target for reactionaries.

Pier Paolo Pasolini: Accattone – Saggio di Serafino Murri

Pasolini nel girare Accattone, metteva le mani in una ferita aperta nella pseudo-coscienza borghese, quella dell’esistenza di due Italie, una ufficiale, l’Italia da esportazione, onesta, né povera né ricca ma allegra e sincera, e un’Italia miserrima, in cui tutto, dalla lingua ai codici morali, era fermo ad un passato mai risolto di carognesca vitalità senza scampo.

Pier Paolo Pasolini: Il mio Accattone in Tv dopo il genocidio

Accattone può essere visto anche, in laboratorio, come il prelievo di un modo di vita, cioè di una cultura. Se visto così, può essere un fenomeno interessante per un ricercatore, ma è un fenomeno tragico per chi ne è direttamente interessato: per esempio per me, che ne sono l’autore.

ACCATTONE: POET AND THE PIMP – Review by Stanley Kauffmann

Accattone lives as a work of narrow but intense vision—a film about viciousness and criminality that evokes compassion. Its style is neorealist: it was made on locations, not in studios, with nonprofessional performers. Sometimes this method makes merely vernacular films, but it gives Accattone a grainy, gripping authenticity.

SALO, OR THE 120 DAYS OF SODOM: PASOLINI’S SADISTIC WORK OF ART – by Donald Farmer

The circumstances accompanying the 1977 American release of Salo, or the 120 Days of Sodom were almost as unusual as those depicted in this, the final film of Italian director Pier Paolo Pasolini. Advance word in Film Comment, Film Quarterly and particu­larly The Village Voice indicated that Salo features extremes of sadism, violence and scatology then un­heard of in a major picture, and the publicity mills were scarcely hampered by the fact that Pasolini himself had been brutally murdered on November 2, 1975 – nearly six months after his film’s completion.

IN MARGINE AL FILM DI PASOLINI ‘MEDEA’

Che cosa è la Medea? È la rievocazione mitica, nostalgicamente ricomposta, del tempo della religione, cioè di «un rapporto di tipo religioso con la realtà, cioè considerare la realtà non naturale»