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La selezione – L’editoriale di Marco Travaglio [10/01/2024]

Si dice che la Meloni non fa selezione delle sue classi dirigenti. Ma è un’infame calunnia di chi non ha ancora compreso appieno i rigorosi criteri di accesso a FdI e al governo

Marco Travaglio critica ironicamente il processo di selezione delle classi dirigenti del partito Fratelli d’Italia (FdI), guidato da Giorgia Meloni. Respinge (sarcasticamente) l’idea che Meloni non applichi una selezione rigorosa, citando esempi di figure controverse e discutibili promosse a posizioni di rilievo. Tra questi, la nomina della Santanchè, nonostante i suoi problemi con i creditori e lo Stato, a ministra del Turismo, e di Emanuele Pozzolo, precedentemente sospeso dalla Lega per indegnità politica e morale. Viene anche citato il caso di Guido Crosetto, nominato ministro della Difesa nonostante i conflitti di interesse, e di Vittorio Sgarbi, promosso a sottosegretario ai Beni culturali nonostante una condanna e nuove indagini. Chiude citando Mel Brooks in Mezzogiorno e mezzo di fuoco.

di Marco Travaglio

Si dice che la Meloni non fa selezione delle sue classi dirigenti. Ma è un’infame calunnia di chi non ha ancora compreso appieno i rigorosi criteri di accesso a FdI e al governo.

La Santanchè manda a ramengo le sue società ed è inseguita dai creditori, incluso lo Stato: subito promossa ministra del Turismo, anche per fare vetrina all’estero.

Emanuele Pozzolo sta nella Lega, che però lo sospende per “indegnità politica e morale”. Allora trasloca in An, che però lo sgama come “violento estremista verbale”, ergo – ricorda Fini – “capimmo che era un balengo e lo accompagnammo alla porta: via, andare”. A quel punto, non esistendo più l’Udeur e non ancora Iv, l’ingresso in FdI è d’obbligo. Pare che lo noti Crosetto, noto talent scout: abile e arruolato.

Guido Crosetto, intervistato da Tpi il 18.8.2022, esclude di diventare ministro della Difesa: “Mi sembrerebbe inopportuno, dato il mio lavoro” (è presidente dell’Aiad, Federazione delle aziende militari e senior advisor di Leonardo). E il 29.9.22 rincara la dose su Twitter: “Se aspetti me Ministro, muori di vecchiaia”. Infatti un mese dopo è ministro della Difesa. E l’estate scorsa pensa bene di traslocare in un attico e superattico di Carmine Saladino, presidente e socio di Maticmind, colosso della cybersecurity affiliato all’Aiad, appaltatore di vari ministeri fra cui la Difesa, partecipato da Cdp (cioè dal Mef): cosa inopportuna anche se pagasse l’affitto, che peraltro nei primi quattro mesi non paga.

Vittorio Sgarbi nel 1996 viene condannato a 6 mesi e 10 giorni in Cassazione per truffa aggravata e continuata ai Beni culturali. Dunque prima B. e poi Meloni lo promuovono sottosegretario ai Beni culturali per competenza specifica. Ora è indagato per furto e riciclaggio di beni culturali per un quadro rubato in un castello e ricomparso in mani sue con l’aggiunta di una candela dipinta sullo sfondo alla maniera di Mister Bean (oltreché per sottrazione fraudolenta al pagamento delle tasse di 715 mila euro, che fa sempre punteggio). E se lo tengono come sottosegretario ai Beni culturali per dargli un’altra chance.

Altro che mancata selezione: questi si regolano come Mel Brooks in Mezzogiorno e mezzo di fuoco. C’è il cattivo che deve arruolare una sporca dozzina per assaltare il villaggio si siede dietro un banchetto ed esamina i curricula dei candidati in fila indiana: “Precedenti penali?”. Il primo risponde: “Stupro, assassinio, incendio doloso, stupro”. E lui: “Hai detto due volte stupro”. “Sì, ma mi piace tanto lo stupro!”. “Ottimo, firma qua. Avanti il prossimo. Precedenti penali?”. “Atti di libidine in luogo pubblico”. “Non è mica tanto grave”. “Sì, ma in una chiesa metodista!”. “Ah carino! Arruolato, firma qua!”.

Il Fatto Quotidiano, 10 gennaio 2024

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