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Bavaglio, prova su strada – L’editoriale di Marco Travaglio [29/12/2023]

Marco Travaglio racconta dei discorsi intercettati riguardanti presunte mazzette e appalti illeciti, con implicazioni per Matteo Salvini, in un contesto di preoccupazioni per le future restrizioni sulla pubblicazione di intercettazioni
Arrestato per corruzione il cognato di Matteo Salvini

Marco Travaglio racconta dei discorsi intercettati riguardanti presunte mazzette e appalti illeciti coinvolti Fabio Pileri, i Verdini, e Stefano Chicchiani, con implicazioni per Matteo Salvini, in un contesto di preoccupazioni per le future restrizioni sulla pubblicazione di intercettazioni.

di Marco Travaglio

“Ci vorrei parla’ perché gli vorrei di’: ‘Scusami eh, mo’ voglio di’… questo nuovo che arriva è tanta roba… 60 milioni in tre anni so’ tanti lavori… e te li fai tutti te… In Umbria hai fatto… in Lazio hai fatto 50 milioni, non saranno 50, saranno stati 30, cioè come li quantifichiamo? Bisogna parlarci adesso in maniera chiara… ‘Non è che ci sta facendo un favore eh! Ste’…, in tutto questo, tu sai bene che stamo a chiedere veramente un decimo de tutto quello che tu fai… perché poi uno non li quantifica ’ste cose, ma so’ tanto eh! Tanta roba!”.

Fabio Pileri, socio di Tommaso Verdini nella società di lobbying Inver, parla il 23.6.2022 con Denis Verdini delle mazzette del 10% pattuite con l’imprenditore Stefano Chicchiani in cambio di appalti pilotati da Anas. Il 12.7 Pileri confida a un amico il timore che Chicchiani “se gli rompono il cazzo, parla” e accelera la riscossione: “Se il 27 luglio non mi caccia i soldi (…) ho buttato via due anni della mia vita… Perché dopo è chiaro che io mi devo ferma’ un attimo”. Quanto gli deve Chicchiani? “Secondo me semo arrivati a 500”, più lavori gratuiti in casa Verdini. Il 13.10 Pileri non sa se andare a un summit tra Chicchiani e i due Verdini. E l’amico: “Ci devi anda’, perché Chicchiani non lo becchi più… se non ci vai, poi si mettono d’accordo per i cazzi loro e poi rimani con il cetriolo in mano”. Il 17.10 Pileri gli spiega che Chicchiani non canta perché ha avuto gli appalti illegalmente: “Io gli dico: ‘Scusami, Stefano, gli appalti che hai vinto?’. Io gli parlo in maniera chiara”. Il 5.12 Matteo Salvini – compagno della figlia di Verdini, cioè “genero” di Denis e “cognato” di Tommaso – è da 40 giorni al ministero delle Infrastrutture e Trasporti che vigila su Anas. E un’intercettazione rivela che Chicchiani ha già consegnato 30 mila euro a Tommaso Verdini: 5 mila sarebbero per Pileri, gli altri 25 andrebbero “su” (che, per gli inquirenti, vuol dire Denis).

Ieri Tommaso Verdini è finito ai domiciliari come il padre (che vi risiede stabilmente per due condanne definitive). Salvini non è indagato né citato (è citato, ma non indagato, il sottosegretario leghista Freni), ma averlo nel ministero giusto non deve aver nuociuto ai Verdini. Il resto lo leggete a pag. 6-7. È una delle ultime volte che pubblichiamo legalmente brani di un’ordinanza di custodia prima del Bavaglio. Provate a immaginare queste intercettazioni riassunte e parafrasate dal cronista con parole sue: nessuno ci capirà nulla, oppure politici e avvocati lo accuseranno di averle travisate o equivocate. E gli faranno causa. Così tutti litigheranno sul bignami e nessuno si porrà la domanda che sgorga dalle carte del gip: come può Salvini, col suocero e il cognato lobbisti arrestati per appalti Anas, restare al ministero delle Infrastrutture e Trasporti?

Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2023

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