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Troppi soldi, anzi no – L’editoriale di Marco Travaglio [26/11/2023]

Marco Travaglio narra delle vicende legate al Recovery Fund proposto da Conte nel marzo 2020 per affrontare la pandemia.
Recovery Fund, Giuseppe Conte porta a casa 209 miliardi di euro

Marco Travaglio narra delle vicende legate al Recovery Fund proposto da Conte nel marzo 2020 per affrontare la pandemia. Inizialmente oggetto di scetticismo, il piano viene poi approvato dall’UE, destinando 172 miliardi all’Italia. Nonostante le critiche e le previsioni negative, dopo intense negoziazioni, il piano passa all’unanimità, portando 209 miliardi a Roma. Successivamente, con l’arrivo di nuovi governi, si iniziano a sollevare dubbi sulla gestione e l’utilizzo dei fondi.

di Marco Travaglio

Nel marzo 2020, quando Conte propose a Macron e sette premier del Sud Europa un Recovery Fund per uscire vivi dalla pandemia , tutti ridevano: l’“Azzeccagarbugli con la pochette” fallirà, prenda i 36 miliardi del Mes senza tante storie. Poi la von der Leyen approvò il piano e destinò 172 miliardi all’Italia. Ma tutti sghignazzavano: a “Giuseppi” non li daranno mai. “Sul ring europeo con le mani legate… L’Italia non potrebbe arrivare peggio preparata al vertice europeo” per “il sovranismo economico di Conte” (Rep, 17.7). “Ue, l’Italia all’angolo” (Rep, 18.7). “Conte Dracula. In Europa rischiamo di restare a secco” (Sallusti, Giornale, 18.7). “L’Ue non dà i soldi perché non si fida di Conte. Voi al suo posto cosa fareste?” (Libero, 18.7). “Fondi Ue ridotti all’Italia: 10 miliardi in meno” (Messaggero, 20.7)”. “172 miliardi all’Italia” (Corriere, Rep e Stampa, 20.7).

21 luglio: dopo tre giorni e tre notti di battaglia in Ue, il Recovery passa all’unanimità e l’azzeccagarbugli torna a Roma con 209 miliardi, 36 più del piano Ursula. FdI si astiene.

Gennaio 2021: Renzi butta giù il Conte 2 mentre sta finendo di scrivere il Pnrr. Mattarella chiama Draghi, che lo completa, lo snatura in parte, trasloca la cabina di regia da Palazzo Chigi al Mef e accumula ritardi. Renzi scopre che i miliardi “non li ha portati Conte, ma un algoritmo olandese”. Molinari, su Rep, rivela che è stato “il governo Draghi a ottenere la maggioranza dei fondi”.

Ottobre 2022: la Meloni va al governo, riporta la cabina di regia a Chigi e perde altro tempo. Bisogna trovare un colpevole: uno a caso. Bernabè: “Si sapeva che non avremmo saputo spenderli, ma Conte chiese lo stesso tanti soldi: errore colossale”. Stagnaro (Giornale): “La responsabilità è di Conte e Draghi: han scelto di chiedere integralmente i fondi europei”. Nicola Rossi (Foglio): “Irresponsabile e sconsiderata la scelta del governo dell’epoca (Conte, ndr) di raccattare ogni risorsa disponibile”, che ora va “restituita”. Molinari (Lega): “Rinunciamo a parte dei fondi”. Crosetto (FdI): “Prendiamo solo i fondi che useremo”. Verderami (Corriere): “La scommessa di Conte sul Pnrr e i dubbi di Gentiloni: meno rischi con prestiti graduali”. Boeri e Perotti (Rep): “Si è voluto portare a casa più soldi possibile”. Ergo non solo i 209 miliardi li portò Conte, non Draghi o l’algoritmo olandese. Ma ne portò troppi: si vergogni e arrossisca. Ieri, all’improvviso, la Meloni annuncia che l’Ue ci dà “21 miliardi in più” (per Giorgetti sono 12 e per il Sole 24 ore 2,8, ma fa niente) e la stampa tutta si spella le mani. Quindi i miliardi di Conte non erano troppi, ma troppo pochi. In attesa di nuovi mirabolanti sviluppi, abbiamo finalmente capito che diavolo significa Pnrr: Pagliacci nazionali rosiconi ridicoli.

Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2023

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