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Draghi salva cose – L’editoriale di Marco Travaglio [09/12/2023]

Ogni tanto Draghi salva qualcosa. Ora Rep informa che Macron ha “un piano per il dopo elezioni europee”: “Draghi alla Commissione per salvare l’Europa”
Marco Travaglio

di Marco Travaglio

Ogni tanto Draghi salva qualcosa. Ora Rep informa che Macron ha “un piano per il dopo elezioni europee” (senza sapere come finiranno): “Draghi alla Commissione per salvare l’Europa”. L’idea non è nuova: l’aveva proposta Conte a Macron e Merkel nel 2019 (dopo le Europee, non prima), ma lui era “stanco” (a 72 anni: ora ne ha 76). Da cosa precisamente dovrebbe salvare l’Europa non è dato sapere, anche perché lui stesso ha appena detto presentando il libro di Cazzullo nella chiesa dei gesuiti che l’Ue non esiste. Ma SuperMario riuscirebbe a salvare anche il nulla. Nel 1992, dg del Tesoro con Andreotti, salva l’Italia di Tangentopoli con una ricetta infallibile sul “Britannia” di Elisabetta II: privatizzare le aziende di Stato per tagliare il debito pubblico, che invece triplica, arricchendo la grande finanza e impoverendo i ceti medio-bassi. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Poi, con Ciampi, Dini, Barucci e Amato, salva la lira, che polverizza le riserve di Bankitalia e si svaluta del 30%. Però banche e speculatori che hanno la preveggenza di scappare in tempo comprando in marchi e in dollari fanno affari d’oro. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Nel 2005, dopo tre anni di licenza premio a Goldman Sachs, è governatore di Bankitalia per volontà di B. e salva le banche con le fusioni. Soprattutto Mps, che compra Antonveneta al doppio del valore: un bidone da cui, malgrado iniezioni di decine di miliardi pubblici, non si riavrà più.

Nel 2011 il Salvatore vola alla Bce. E nell’estate dello spread puntella il governo B.-3 commissariandolo con la famosa lettera: acquisti massicci di titoli di Stato in cambio dell’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013. B. cade lo stesso e arriva Monti, che anticipa il pareggio con tagli “lacrime e sangue” a lavoratori e pensionati. Fra l’altro inutili: lo spread resta altissimo finché Draghi nel luglio 2012 promette di salvare l’euro (“whatever it takes”) con acquisti illimitati di debito pubblico. Nel 2015, con tutta la trojka, salva la Grecia gettandola sul lastrico a colpi di austerità. Nel 2021 salva l’Italia dal Conte-2 che ha portato 209 miliardi dall’Ue e sta ultimando il Pnrr e varando la campagna vaccinale. Ma nessuno si accorge del salvataggio (a parte Salvini e B. che tornano al governo e la Meloni che raddoppia i voti) né ricorda una sola sua riforma (a parte la schiforma Cartabia, le armi a Kiev e le sanzioni alla Russia che ne causeranno il default “entro l’estate”, non si sa di che anno). Neppure lui: infatti tenta la fuga sul Colle e, respinto con perdite, si sfiducia da solo. Ora, lasciata l’Italia in buone mani, è pronto a salvare l’Europa. Che forse, per quante colpe abbia, non se lo merita.

Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2023

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