Home COMEDY GEORGE CARLIN: JAMMING IN NEW YORK (1992) – Testo italiano completo

GEORGE CARLIN: JAMMING IN NEW YORK (1992) – Testo italiano completo

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George Carlin - Jammin' In New York (1992)

Ciao, grazie. Grazie. Grazie. Grazie molte. Grazie. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie e un saluto a New York. Ciao New York e grazie. Si’. Ok. E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che sono stato qui… …e nel frattempo sono successe un paio di cose. Volevo parlare un po’ della guerra nel Golfo Persico. Grandi attività nel Golfo Persico. Sapete qual e’ la mia parte preferita di questa guerra? E’ la prima guerra che abbiamo mai fatto ad andare in onda su tutti i canali e anche via cavo. E la guerra ha fatto anche buoni ascolti, non e’ vero? Ha fatto buoni ascolti. Beh, ci piace la guerra! Ci piace la guerra. Siamo gente che ama la guerra. Ci piace la guerra perche’ siamo bravi a farla. E sapete perche’ siamo bravi a farla? Perche’ facciamo molto allenamento. Questo paese ha solo 200 anni e abbiamo gia’ combattuto 10 guerre importanti. Questo paese combatte mediamente una guerra importante ogni 20 anni. Percio’ siamo bravi. Ed e’ una buona cosa. Non siamo piu’ bravi in nient’altro. Non sappiamo fabbricare un’auto decente. Non sappiamo costruire un televisore o un videoregistratore che valga un cazzo. Non abbiamo piu’ un’industria dell’acciaio. Non sappiamo educare i giovani. Non sappiamo prenderci cura della salute degli anziani. Pero’ sappiamo bombardare il culo al tuo paese come si deve! Sappiamo bombardare il culo al tuo paese come si deve! Specialmente se il tuo paese e’ pieno di gente con la pelle scura. Oh, ci piace, non e’ vero? E’ il nostro hobby! E’ la nostra nuova missione nel mondo. Bombardare la gente con la pelle scura. Iraq, Panama, Grenada, Libia. Se ci sono persone scure nel vostro paese, dite loro di stare attenti, cazzo… …o li bombarderemo, dannazione! Beh, chi e’ stato l’ultimo popolo bianco che voi ricordiate che abbiamo bombardato? Riuscite a ricordare l’ultimo popolo… Riuscite a ricordare almeno un popolo bianco… che abbiamo bombardato? I tedeschi, quelli sono gli unici e la sola ragione e’ perche’ stavano cercando di ostacolare i nostri piani. Volevano dominare il mondo. Stronzate! E’ il nostro lavoro, cazzo! E’ il nostro lavoro, cazzo! Ora, bombardiamo solo gente con la pelle scura. Non perche’ cercano di ostacolare i nostri piani, ma solo perche’ sono scuri. Ora, avete forse notato che su questa guerra non la penso come ci hanno detto che dovremmo, nel modo in cui ci e’ stato ordinato e comandato di pensarla dal governo degli Stati Uniti. Vedete, lasciatemi dire… …la mia testa non funziona cosi’. C’e’ una cosa veramente idiota che faccio. Si chiama pensare. E non sono un buon americano perche’ mi piace farmi la mia opinione da solo. Non rotolo quando me lo dicono. Triste a dirsi, la maggior parte degli americani si rotola… …a comando. Non io. Io vivo secondo certe regole. La mia prima regola: non credo a nulla di quello che mi dice il governo. Nulla. Zero. E non prendo molto sul serio i media e la stampa di questo paese che nel caso della guerra del Golfo non sono stati che impiegati non pagati del Ministero della Difesa, e che il piu’ delle volte, il piu’ delle volte, fungono da agenzia non ufficiale di pubbliche relazioni del governo degli Stati Uniti. Percio’ non li sto ad ascoltare. Non credo al mio paese. E devo dirvelo, gente, non mi viene il nodo alla gola per nastri gialli e bandiere americane. I nastri gialli, durante la prima guerra del golfo, erano il simbolo del sostegno alle truppe. Li considero… li considero in quanto simboli. E i simboli li lascio ai sempliciotti. Io la guerra la vedo un po’ diversamente. Per me la guerra non e’ altro che un grande agitare il cazzo. Ok? Semplice, altro non e’. La guerra e’ una massa di uomini in piedi in un campo che si agitano il cazzo in faccia a vicenda. Gli uomini provano insicurezza per le dimensioni del proprio cazzo e quindi devono uccidersi a vicenda per superarla. E’ questa l’origine di tutte quelle stronzate da sportivi. E’ l’origine di tutto questo atteggiarsi e pavoneggiarsi come macho adolescenti nei bar e negli spogliatoi. Si chiama paura del cazzo. Gli uomini sono terrorizzati dal fatto che i loro cazzi siano inadeguati e quindi devono entrare in competizione per sentirsi meglio. E, visto che la guerra e’ la competizione definitiva, fondamentalmente gli uomini si uccidono l’un l’altro per incrementare la propria autostima. Non c’e’ bisogno di essere uno storico o un politologo per cogliere il funzionamento della teoria della politica estera da cazzo piu’ lungo. Suona piu’ o meno cosi’: “Cosa? Hanno il cazzo piu’ lungo? Bombardiamoli!” E ovviamente le bombe, i razzi e i proiettili sono tutti a forma di cazzo. E’ il bisogno inconscio di lanciare il pene negli affari altrui. Si chiama fottere la gente! Quindi… …per quanto mi riguarda l’intera questione del Golfo Persico non e’ stato altro che un enorme combattimento tra stronzi che agitano il cazzo. In questo caso particolare, Saddam Hussein ha messo in discussione le dimensioni del cazzo di George Bush. E George Bush e’ stato definito incompetente per cosi’ tanto tempo… Incompetente fa rima con impotente… George e’ stato definito incompetente per cosi’ tanto tempo, che ha dovuto manifestare le sue fantasie virili mandando a morire i figli altrui. Anche il nome: Bush, “cespuglio”… Anche il nome Bush, e’ collegato ai genitali senza essere i genitali. Il cespuglietto e’ una sorta di passiva e secondaria caratteristica sessuale. Ora se il suo nome fosse stato George Cazzoduro… …forse si sarebbe sentito un po’ meglio e non avremmo avuto problemi laggiu’ fin dall’inizio. L’intero paese ha un problema di virilita’, un grosso problema di virilita’ per gli USA. Lo si puo’ dire dal linguaggio che usiamo. Il linguaggio ti tradisce sempre. Cosa abbiamo sbagliato in Vietnam? Ci siamo tirati fuori. Non una cosa molto virile da fare, vero? Quando fotti la gente, devi restare dentro e fotterla per bene, fotterla fino in fondo, fotterla fino alla fine. Fotterla a morte. Fotterla a morte. Fotterla a morte. Resta dentro e continua a fotterli finche’ non sono tutti morti. Abbiamo lasciato un po’ di donne e bambini vivi in Vietnam e non siamo stati bene con noi stessi da allora. E’ per questo che nel Golfo Persico George Bush ha dovuto dire: “Questo non sara’ un altro Vietnam.” Ha davvero usato queste parole. Ha detto: “Questa volta andremo fino in fondo.” Immaginate un presidente americano che usa il gergo sessuale di un tredicenne per descrivere la sua politica estera. Se volete sapere cos’e’ successo nel Golfo Persico, ricordatevi solo i nomi dei due uomini che hanno gestito questa guerra: Dick Cheney e Colin Powell. “Dick” significa “cazzo”, “Colin” suona come “colon”. Qualcuno e’ stato fottuto nel culo. Grazie. Grazie. Grazie mille.
Beh, sapete che vi dico… …ora, per bilanciare le cose, vorrei parlare di un paio di cose che ci accomunano. Cose che enfatizzano le nostre somiglianze anziche’ le nostre differenze, perche’ in questo paese non si parla d’altro se non delle nostre differenze. E’ tutto quello di cui parlano i media e i politici: le cose che ci separano, le cose che ci rendono differenti. E’ il modo in cui la classe dirigente opera in tutte le societa’: tentano di dividere il resto della gente. Lasciano le classi inferiori e medie combattere tra di loro cosi’ che loro, i ricchi, possano scappare con tutti i cazzo di soldi. Cosa facilissima. Si da’ il caso che funzioni. Sapete, se c’e’ un elemento di diversita’, ne parleranno. Razza, religione, background etnico e culturale, lavori, reddito, istruzione, status sociale, sessualita’. Tutto cio’ che puo’ farci continuare a combattere l’un l’altro cosi’ che loro possano continuare ad andare in banca. Sapete come definisco io le classi economiche e sociali di questo paese? La classe piu’ alta si tiene tutti i soldi e non paga le tasse. La classe media paga tutte le tasse e fa tutto il lavoro. I poveri sono li’ solo per far cacare addosso la classe media. Per far si’ che continuino a presentarsi al lavoro. Percio’… …percio’, mi piace rompere i coglioni di tanto in tanto, ma mi piace anche sapere che posso tornare a quelle piccole cose che abbiamo in comune, piccoli momenti universali che condividiamo separatamente. Le cose che ci rendono uguali, cosi’ piccole che a malapena ne parliamo. Avete mai guardato l’orologio… …per poi non sapere che ora e’? Quindi dovete guardare di nuovo… …e ancora non sapete l’orario. Poi guardate una terza volta, qualcuno vi chiede: “Che ore sono?” E voi dite: “Non lo so.” Avete mai notato come a volte per tutto il mercoledi’… …continuate a essere convinti che sia giovedi’? E succede di continuo, per tutto il giorno. E poi il giorno dopo… sei di nuovo a posto. Vi siete mai trovati in piedi in una stanza di casa vostra senza ricordare perche’ ci siete entrati? E tre parole aleggiano nella vostra mente: morbo di Alzheimer… Vi e’ mai capitato di parlare da soli, qualcuno entra nella stanza e dovete fargli credere di stare cantando? E pregate Dio che l’altra persona creda davvero che ci sia una canzone dal titolo: “Ma Lei Cosa Crede Che Sono, Un Coglioncello?” Piccole esperienze che tutti abbiamo avuto. Vi siete mai trovati in un treno, con un altro treno fermo nel binario accanto, uno dei due comincia a muoversi e non capite quale? E che dire di quando siete in barca in un giorno ventoso? Vi e’ mai capitato di ondeggiare avanti e indietro per 3-4 ore tentando di restare in equilibrio… Acque impetuose, barca piccola… E poi di tornare a riva, stare in piedi sulla banchina e giurereste che c’e’ qualcosa dentro di voi ancora la’ in mare a ondeggiare? Avete mai provato a sollevare una valigia che pensavate fosse piena, ma non lo era? E avete fatto brooom. E per giusto mezzo secondo, vi siete sentiti veramente forti. E quando guardate attraverso una rete metallica? Avete mai notato che, se sei alla giusta distanza da una rete metallica, a volte sembra che faccia… Che cos’e’? Come lo fanno? Avete mai provato a dire a qualcuno che ha un po’ di sporco sulla faccia? Non si riesce mai a fargli strofinare il punto giusto, vero? Dici: “Hai un po’ di sporco… proprio qui.” Fanno sempre: “Dove, qui?” E vorreste proprio prendere a schiaffi quei bastardi… Avete mai notato quanto e’ brutta la vostra faccia nello specchio di un bagno con luci fluorescenti? Ogni taglio, crosta, graffio, cicatrice, piaga, livido, bolla, brufolo, foruncolo, punto nero, verruca, segno e ascesso che avete fin dalla nascita. Tutti sembrano tornare contemporaneamente. E tutto cio’ che pensate e’: “Devo uscire da qui, cazzo!” Avete mai notato che quando camminate col braccio intorno al vostro partner, a volte uno di voi deve cambiare la sua andatura? Uomini e donne non camminano allo stesso modo. Uno dei due deve cambiare. O gli uomini devono camminare cosi’… …o le donne devono camminare cosi’. “Joey, come stai?” E quando stai salendo una rampa di scale e pensi che ci sia un altro gradino… …e fai… E poi devi trovare il modo di continuare a farlo. In modo che la gente pensi che sia una cosa che fai sempre. “Faccio sempre cosi’. “E’ il terzo stadio della sifilide.” Lo stesso accade quando stai scendendo le scale. Avresti giurato che c’era ancora un gradino… “Oh, merda! “Ho i fianchi nel costato!” Quando bevete succo di pompelmo al mattino, fate cosi’? Anch’io! Perche’ lo beviamo? E’ come il gelato in gola. Sapete quando mangi gelato troppo velocemente e senti un punto ghiacciato in fondo alla gola, ma non puoi farci niente perche’ non puoi arrivarci per strofinarlo? Devi solo aspettare che vada via. E lo fa. Poi cosa fai? Mangi altro gelato! Cosa siamo, stupidi, cazzo? Vi e’ mai capitato di andare a dormire nel tardo pomeriggio, svegliarvi la sera e non sapere che cavolo di giorno e’? E quando hai la testa su un cuscino? Avete mai notato che quando avete la testa sul cuscino, se chiudete… …se chiudete l’occhio di sotto il cuscino e’ quaggiu’? Poi fate cambio occhio e il cuscino si sposta quassu’. “Oh, santa merda, Dave, guarda qui! “Il mistero del cuscino che si muove.” Penso sia collegato al mistero della rete metallica… Avete mai dovuto starnutire durante una pisciata? E’ spaventoso, no? E’ spaventoso perche’ in effetti non si puo’. E’ fisicamente impossibile starnutire mentre si piscia. Il cervello non lo permette. Il cervello dice: “Basta pisciare! Dobbiamo starnutire, ora!” Perche’ il tuo cervello sa che potresti farti esplodere il buco del culo. Un’altra cosa che abbiamo in comune: volare in aereo… …e ascoltare gli annunci delle compagnie. E provare a convincerci che il linguaggio che usano sia davvero l’inglese. Non mi sembra che sia cosi’. Tutto inizia quando raggiungi il gate. Primo annuncio: “Siamo lieti di iniziare la procedura di imbarco.” Una parola di troppo: “procedura”. Non e’ necessaria. “Imbarco” e’ sufficiente. “Siamo lieti di iniziare l’imbarco”. Semplice, dice tutto. La gente aggiunge parole extra quando vuole che le cose sembrino piu’ importanti di quel che sono. “Procedura di imbarco”. Sembra importante. Non lo e’. E’ solo un gruppo di persone che sale su un aereo. Alla gente piace sembrare importante. I meteorologi in televisione parlano di “rovesci piovosi”. Suona piu’ importante che “pioggia”. Ho sentito perfino un tizio alla CNN parlare di “evento piovoso”. Giuro su Dio. Disse: “In Louisiana si verifichera’ un evento piovoso.” Ho pensato: “Merda, spero di riuscire a trovare i biglietti!” “Situazione d’emergenza”. Ai giornalisti piace dire che la polizia ha risposto a una situazione d’emergenza. No, non l’ha fatto. Ha risposto a un’emergenza. Lo sappiamo che e’ una situazione. Tutto e’ una situazione. Comunque, come parte della procedura d’imbarco, dicono: “Saremmo lieti di effettuare il pre-imbarco”. Cos’e’ esattamente? Che significa “pre-imbarco”, sali prima di salire? E’ un’altra delle mie proteste: l’uso esagerato del prefisso pre-. Si e’ diffuso in tutto il linguaggio ormai, pre-questo, pre-quello. “Mettere il tacchino in un forno pre-riscaldato”. E’ ridicolo. Ci sono solo due stati in cui un forno puo’ mai essere: riscaldato o non riscaldato. “Pre-riscaldato” e’ un termine che non significa un cazzo. E’ come “pre-registrato”. “Questo programma e’ stato pre-registrato”. Beh, e’ ovvio che e’ stato pre-registrato. Quando vorreste registrarlo, dopo? E’ esattamente l’obiettivo del registrare: farlo prima. Altrimenti non funziona molto bene, no? “Pre-esistere”, “pre-programmare”, “pre-proiettare”. Sapete cosa dico a questa gente? Pre-succhiate la mia situazione genitale! E sembrano capire di cosa sto parlando. Comunque, come fase di questo pre-imbarco, dicono: “Saremmo lieti di pre-imbarcare i passeggeri che viaggiano con bambini piccoli.” Beh, e i passeggeri che viaggiano con bambini grossi? Metti che hai un figlio di due anni con un disturbo ipofisario? Sai un fanciullo di 2 metri con la testa sproporzionata… …come se ne vedono in continuazione sul “National Inquirer”. In realta’, con un figlio cosi’, penso che fareste meglio a fargli fare il check-in insieme ai bagagli, no? Si’, gli piace li’ sotto. E’ buio, ci sono abituati. A questo punto, qualcuno vi dice di andare sull’aereo. “Vada sull’aereo, vada sull’aereo”. Io dico: “Fanculo, io vado nell’aereo. “Nell’aereo! “Fateci andare Evel Kneivel sull’aereo. Famoso stuntman americano. “Io staro’ qui dentro con voi gente in uniforme. “Sembra che qui ci sia meno vento.” Potrebbero dirvi che siete su un volo non-stop. Beh, non credo che una cosa cosi’ mi interessi. No, io pretendo che il mio volo si fermi. Preferibilmente in un aeroporto. Sono quelle fermate improvvise e fuori programma su campi di grano e palazzine… …che sembrano ostacolare l’andamento della mia giornata. Eccone uno che hanno da poco inventato: “quasi-mancato”. Quando due aerei sfiorano la collisione, lo chiamano “quasi-mancato”. E’ un quasi-colpito! Una collisione e’ un quasi-mancato! “Guarda, l’ha quasi mancato!” “Si’, ma non abbastanza!” Potrebbero dirvi che il vostro volo e’ stato rinviato per un cambio di equipaggiamento. Aereo rotto. Mi dicono di mettere in avanti il mio schienale. Beh, non riesco a piegarmi cosi’. Se potessi mettere in avanti lo schienale, farei film porno! Poi parlano del bagaglio a mano. La prima volta che l’ho sentito ho pensato che avrebbero portato un cervo morto a bordo. Intraducibile: “carry-on” = bagaglio a mano “carrion” = carcassa di animale. A cosa diavolo gli serve? Non hanno piu’ quei pasti in vassoio? Poi ho pensato “carry on”, “fare casino”… ci sara’ una festa! La gente fara’ un gran casino sull’aereo. Beh, non sono interessato. Mi piace un atteggiamento serio sull’aereo, specialmente nella cabina di pilotaggio. che e’ l’ultimo eufemismo per cockpit. “Cock” = cazzo, “pit” = fossa… fossa di cazzi. Non immagino perche’ non vogliano usare un’amabile parola come cockpit, e voi? Specialmente con tutte quelle stewardess che entrano ed escono di continuo. Questa e’ una parola che e’ cambiata: “stewardess”. All’inizio era “hostess”, poi “stewardess”, ora e’ “assistente di volo”. Sapete io come la chiamo? La signorina sull’aereo. A volte c’e’ un uomo sull’aereo. Va bene, la parita’, sono favorevole. A volte si riferiscono a queste persone come: “membri dell’equipaggio in uniforme”. In uniforme. Al contrario del tizio seduto di fianco a te con la t-shirt dei Grateful Dead e il cappello con la scritta “Fuck you”. Alle prese con la nona bottiglietta di Kaluha, aggiungerei. Appena chiudono la porta dell’aereo, e’ il momento in cui cominciano le dimostrazioni di sicurezza. Amo le dimostrazioni di sicurezza. E’ la mia parte preferita del volo in aereo. Ascolto con molta attenzione la dimostrazione di sicurezza, specialmente la parte in cui ci insegnano a usare… la cintura. Immaginate. Siamo in un aereo pieno di esseri umani adulti, molti di noi parzialmente istruiti, e stanno davvero impiegando del tempo a descrivere l’intricato funzionamento della fibbia di una cintura. “Posizionate la linguetta di metallo all’interno della fibbia.” Beh, io chiedo chiarimenti a questo punto. “Mi scusi, quaggiu’, per favore. Grazie mille. “Ho sentito bene? “Ha detto di posizionare la linguetta di metallo nella fibbia, “o di posizionare la fibbia fuori e intorno alla linguetta di metallo? “Sono un uomo semplice. Non possiedo una laurea in ingegneria, ne’ sono portato per la meccanica. “Mi dispiace di averle fatto perdere cosi’ tanto tempo. “La prego, continui con le meravigliosa dimostrazione di sicurezza.” Cinture di sicurezza, roba d’alta tecnologia. La dimostrazione di sicurezza prosegue. La cosa che fanno dopo e’ chiedervi di individuare la piu’ vicina uscita d’emergenza. Lo faccio immediatamente. Individuo l’uscita d’emergenza a me piu’ vicina e poi pianifico il mio tragitto. Bisogna pianificare il proprio tragitto. Non sempre c’e’ via libera, vero? A volte c’e’ un gran ciccione del cazzo seduto proprio di fronte a voi. Beh, sapete che non lo scavalcherete mai. Cerco nei dintorni le donne e i bambini, nani e gnomi, storpi, vedove di guerra, veterani paralitici, gente con le gambe rotte, chiunque abbia l’aria di non potersi muovere molto bene. Gli emotivamente disturbati tornano molto utili in questi frangenti. Magari dovrete deviare la rotta per trovarli, ma uscirete dall’aereo dannatamente piu’ in fretta, credetemi. Mi dico: “Vediamo… “Giro intorno al ciccione del cazzo, “calpesto la testa della vedova, “mi tolgo quei ragazzini dai piedi, “stendo il nano paralitico “ed esco dall’aereo dove potro’ aiutare gli altri.” Non posso essere d’aiuto a nessuno, se giaccio privo di sensi a terra, con qualche gran ciucciacazzi in piedi sulla mia testa. Devo uscire dall’aereo, andare in una fattoria nelle vicinanze, bere una Dr. Pepper e chiamare la polizia. La dimostrazione di sicurezza prosegue. “Nella remota circostanza…” Questa e’ una frase molto sospetta. Specialmente perche’ proviene da una societa’ che e’ disposta a mentire su orari di partenza e arrivo. “Nella remota circostanza “di un improvviso cambio di pressione in cabina…” Il tetto vola via! “…una maschera d’ossigeno calera’ di fronte a voi. “Posizionate la maschera sul viso e respirate normalmente.” Bene, non ho nessun problema con questo. Respiro sempre normalmente quando sono a 600 miglia all’ora in caduta verticale incontrollata. E cago anche normalmente. Proprio nelle mutande! Ti dicono di indossare dalla maschera d’ossigeno prima di aiutare tuo figlio con la sua. Non c’era bisogno che me lo dicessero. In effetti probabilmente saro’ cosi’ impegnato a urlare che non potro’ proprio aiutarlo. Sara’ la buona volta che impara a occuparsi di se stesso. Se e’ capace di programmare il cazzo di videoregistratore, e’ dannatamente capace di imparare a indossare la maschera d’ossigeno. Cosa molto semplice, non e’ altro che un elastico sul retro. Nemmeno lontanamente complicato come, ad esempio, la cintura di sicurezza. La dimostrazione di sicurezza prosegue. “Nella remota circostanza… “…di un atterraggio in mare…” Beh, cos’e’ esattamente… …un “atterraggio in mare”? Mi sbaglio o questa cosa suona all’incirca come “schiantarsi nell’oceano”? “Il cuscino del vostro sedile puo’ essere utilizzato come salvagente.” Immaginate. Il cuscino del mio sedile. Proprio quello che mi serve… …galleggiare in giro per l’Atlantico per svariati giorni… …aggrappato a un cuscino pieno di scorregge da birra! Grazie. Il volo prosegue. Un po’ piu’ tardi, verso la fine, sentiamo: “Il comandante ha attivato il segnale di allacciare le cinture di sicurezza.” Beh, chi cazzo se ne fotte chi l’ha attivato? Che c’entra? E’ acceso, no? E chi ha nominato quest’uomo comandante… …mi verrebbe da chiedere. Mi sono addormentato durante qualche sorta di cerimonia di giuramento delle Forze Armate? Comandante? E’ un pilota del cazzo e che si accontenti. Se questi annunci lapalissiani che fa sono indice del suo intelletto, e’ gia’ fortunato se lavora! Riferite al “comandante” che il maresciallo dell’aria Carlin gli dice: “Vai a farti fottere!” La frase che sento dopo e’ piena di cose che mi fanno incazzare. “Prima che lasciate l’aereo, vi preghiamo di controllare il vostro posto a sedere “per qualsiasi vostro oggetto personale che potreste aver portato a bordo.” Bene… cominciamo con “posto a sedere”. Sedile! E’ un dannato sedile. Controllate il vostro sedile. “…per qualsiasi vostro oggetto personale…” Beh, che altro tipo di oggetti personali esistono all’infuori dei nostri? Oggetti personali pubblici? Questa gente crede davvero che io possa viaggiare con una fontana rubata al parco? “…che potreste aver portato a bordo…” Beh… Avrei potuto portare la mia collezione di punte di freccia. Non l’ho fatto. Quindi non mi mettero’ a cercarla! Mi mettero’ a cercare cose che ho portato a bordo. Che sembrerebbe aumentare le mie possibilita’ di trovare qualcosa, non trovate? Mi chiedono di rimettere il sediolino e il tavolino nella loro posizione originaria. D’accordo. E chi riporta questo tizio con la maglietta dei Grateful Dead e il cappello con la scritta “Fuck you” nella sua posizione originaria? A questo punto, ti dicono che l’atterraggio sara’ breve. Non vi suona come: “Mancheremo la pista?” Nemmeno “avvicinamento finale” e’ molto promettente, vero? “Finale” non e’ una bella parola da usare su un aereo. A volte il pilota parla e dice: “Saremo a terra fra 15 minuti.” Beh, e’ un pochino vago, no? Ora avanziamo lentamente sulla pista. Lei dice: “Benvenuti all’O’Hare International Airport.” Beh, come e’ possibile che una che sta appena arrivando mi dia il benvenuto in un posto che nemmeno lei ha ancora raggiunto? Non viola qualche legge basilare della fisica? Siamo a terra da quattro secondi e parla come se fosse la moglie del sindaco, cazzo! “L’orario locale…” Beh, e’ ovvio che sia l’orario locale. Cosa crede che ci aspettiamo, l’orario di Pango Pango? “Godetevi la vostra permanenza a Chicago o ovunque sia la vostra destinazione finale.” Tutte le destinazioni sono finali. E’ quello che significa: “destino”, “finale”. Se non hai ancora raggiunto il luogo dove stai andando… …non sei ancora la’. “Il comandante ha chiesto…” Altre stronzate dal comandante tarocco. Per essere uno che dovrebbe far volare un aeroplano, si interessa un po’ troppo a quello che faccio qui dietro. “…che restiate seduti finche’ il velivolo non sara’ completamente fermo.” Non parzialmente fermo. Perche’ durante una fermata parziale, io mi alzo parzialmente. “Continuare a osservare il divieto di fumo “finche’ non sarete del tutto all’interno del terminal.” E’ fisicamente impossibile osservare il divieto di fumo gia’ quando fate un passo fuori dalla porta dell’aeroplano! Figuriamoci dall’interno del terminal! Non si vedono nemmeno i cazzo di aerei dall’interno del terminal. E questo mi porta a “terminal”… …un’altra parola infelice, se associata ai viaggi in aereo. E la usano dappertutto in aeroporto, non e’ vero? Per qualche motivo mi passa l’appetito in un posto chiamato “Snack Bar Terminale”. Ma se avete mai mangiato la’, sapete che e’ un nome appropriato. Grazie. Grazie mille. Grazie. Ok. Ora… A proposito di posti per mangiare, di posti per mangiare e il nome che hanno, a Beverly Hills c’e’ un nuovo ristorante, fatto apposta per le vittime della bulimia. Si chiama “Ingurgita e Vomita”. Beh, stavano per chiamarlo “La Forchetta e il Secchio”. Grazie a Dio, il buon gusto ha prevalso. Invece un ristorante per anoressici? Come lo chiamereste? “Il Piatto Vuoto”… “Lo Chef Solitario”… “Iniziate Senza di Me, Ragazzi”. Vedete, per qualche motivo non provo pieta’ per gli anoressici, sapete? Ricca troia che non vuole mangiare? Cazzi suoi. Cazzi suoi. Non mangiare. Non me ne frega un cazzo. Come se dovessi preoccuparmene davvero. “Non voglio mangiare!” Vai a farti fottere! Perche’ non ti stendi di fronte a un treno in corsa, subito dopo non aver mangiato? Che cazzo di malattia e’ questa, comunque? “Non voglio mangiare!” Come ce le inventiamo queste stronzate in questo paese? Da dove vengono i nostri valori? Bulimia, ecco un’altra malattia tipicamente americana. Questo e’ l’unico paese del mondo che avrebbe mai potuto inventarsi la bulimia. E’ l’unico paese in cui ci sono persone che scavano nell’immondizia per un nocciolo di pesca mentre altre persone mangiano un buon pasto e lo vomitano di proposito. Da dove vengono i nostri valori? Non comprendo i nostri valori. Comunque, parlando di valori americani… Non e’ forse ora di iniziare a bombardare qualche piccola nazione che abbia una forza aerea solo marginalmente efficace? Mi sembra che gia’ da settimane non sganciamo potenti esplosivi su civili inermi, gente che con noi non c’entra un bel nulla. Penso che dovremmo essere gia’ laggiu’ a fare quello che ci viene meglio, gente: fare grossi crateri nei paesi degli altri. Odio essere ripetitivo, ma ci piace proprio un sacco la guerra. Non riusciamo a stare senza rompere il cazzo a qualcuno. Non vedevamo l’ora che finisse la guerra fredda, non e’ vero? Non vedevamo l’ora che finisse, cosi’ da poter giocare coi nostri giocattoli sulla sabbia. Andare a giocare coi giocattoli sulla sabbia. E quando non invadiamo qualche stato sovrano o gli diamo fuoco dall’alto, che e’ piu’ divertente per i nostri piloti Nintendo, allora di solito dichiariamo guerra a qualcosa che abbiamo qui a casa nostra. L’avete mai notato? Adoriamo dichiarare guerra alle cose qui in America. A tutto quello che non ci piace di noi stessi, dichiariamo guerra. Non facciamo niente a riguardo. Gli dichiariamo solo guerra. E’ l’unica metafora, l’unica, che esiste nel nostro dibattito pubblico per “risolvere i problemi”: dichiarargli guerra. Dichiariamo guerra a tutto. Abbiamo la guerra al crimine, la guerra alla miseria, la guerra ai rifiuti, la guerra al tumore, la guerra alla droga. Ma avete mai notato che non c’e’ una guerra alla carenza di alloggi? Niente guerra alla carenza di alloggi. Sapete perche’? Non ci sono soldi in quel problema. Nessuno riesce ancora a cavare soldi dai senzatetto. Se si trovasse una soluzione al problema dei senzatetto grazie a cui i porci delle multinazionali e i politici riuscissero ad arraffare un paio di milioni di dollari a testa, vedreste le strade d’America iniziare a ripulirsi in un attimo, dannazione. Ve lo garantisco io. Ve lo garantisco io. Io ho un’idea. Sapete cosa dovrebbero fare? Dedicare ai senzatetto una rivista apposita. Dedicate loro una rivista. Li fara’ sentire meglio, se non altro. E’ un sicuro segno che ce l’hai fatta, in questo paese. Ogni gruppo in questo paese che ce la fa ad arrivare a un certo livello ha la sua rivista. C’e’ una rivista per le madri lavoratrici, una rivista per imprenditori neri, una rivista per l’imprenditoria ispanica. In pratica ogni attivita’, ogni attivita’ che coinvolge piu’ di quattro persone in questo paese ha una sua fottuta rivista dedicata. Paracadutismo, motoslitta, backpacking, alpinismo, bungee jumping, tiro al piattello, caccia all’anatra, masturbazione, biliardo, sparare in culo a qualcuno con un fucile a dardi… …probabilmente c’e’ una rivista anche per quello. Camminare! Per l’amor di Dio… camminare! C’e’ davvero una cazzo di rivista che si chiama “Camminare”. “Guarda Dan… “…e’ uscito il nuovo Camminare. “C’e’ un articolo interessante: ‘Mettere un piede davanti all’altro’.” Dedicate loro una rivista apposita. Dedicate loro una rivista apposita. Sapete come chiamare una rivista per senzatetto? “Migliori Casse e Cartoni”. Gia’, poi quando finiscono di leggerla, possono usarla per foderarsi i vestiti. E’ una solida opportunita’ di affari, no? E’ il tipo di risposta che darebbe un uomo d’affari conservatore americano: “Si’, gliela facciamo leggere e quando finiscono possono usarla per tappare i buchi “di quegli scatoloni in cui a quanto pare gli piace vivere.” Una solida, pratica, conservatrice, americana… …opportunita’ d’affari. Ho un’idea sui senza tetto. Sapete cosa dovrebbero fare? Cambiarne il nome. Cambiare il nome: non sono “senzatetto”. Sono “senza casa”! Quello che segue funziona meglio in inglese, grazie alla differenza di significato fra “home” e “house”. E’ di case che questa gente ha bisogno. “Tetto” e’ un’idea astratta. Il tetto e’ un’ambientazione, uno stato d’animo. Questa gente ha bisogno di case: strutture fisiche, tangibili. Hanno bisogno di palazzine popolari. Ma dove metterle? Va bene, ma dove metterle? Dove? Nessuno vuole che costruiscano palazzine popolari vicino casa propria. La gente non le vuole vicino. Abbiamo una cosa in questo paese. Ne avete sentito parlare, si chiama NIMBY. N-I-M-B-Y, “not in my back yard”. “Non nel mio cortile” La gente non vuole alcun tipo di centro di recupero situato nelle proprie vicinanze. Provate ad aprire un centro di riabilitazione, provate ad aprire un centro di recupero da droghe o alcol, provate a costruire un rifugio per senzatetto, provate ad aprire una casetta per dei ritardati che vogliono farsi strada e lavorare nella comunita’. La gente dice: “Non nel mio cortile”. La gente non vuole avere niente vicino, specialmente se potrebbe essere d’aiuto per qualcun altro. E’ parte del grande spirito di generosita’ americano di cui ci parlano sempre. Il grande e generoso spirito americano. Chiedetelo a un indiano. Chiedete a un ind… se riuscite a trovarne uno. Dovete prima trovare un indiano. Li abbiamo resi giusto un po’ difficili da trovare. Oppure, se vi servono dati aggiornati, scegliete una famiglia nera a caso e chiedete quanto e’ stato generoso questo paese con loro. La gente non vuole niente vicino a se’, perfino se e’ qualcosa in cui crede, qualcosa di cui pensa che la societa’ abbia bisogno, come le prigioni. Tutti vogliono piu’ prigioni, giusto? Tutti vogliono piu’ prigioni. Dicono: “Costruite piu’ prigioni… “…ma non qui.” Beh, perche’ no? Che c’e’ di male? Che problema c’e’? Che problema c’e’ ad avere una prigione nel vicinato? A me sembra che lo renderebbe un’area abbastanza priva di reati, non pensate? Credete che molti tossici, papponi, prostitute e ladri andranno a bazzicare di fronte a una cazzo di prigione? Stronzate, ne staranno bene alla larga! Che pensa questa gente? Tutti i criminali sono chiusi a chiave oltre le mura. E anche se due di loro evadessero, cosa pensate che farebbero? Andare a passeggio? Informarsi sull’andamento del mercato immobiliare? Stronzate… scapperanno via, cazzo! E’ esattamente il concetto di evadere di prigione: scappare il piu’ lontano possibile, cazzo. “Non nel mio cortile.” La gente non vuole niente vicino a se’. Tranne le basi militari. Quelle non li preoccupano, vero? Quelle gli piacciono. Date loro una base militare, una base della marina. Li rende felici. Perche’? Posti di lavoro. Posti di lavoro. Interessi egoistici. Anche se la base e’ zeppa di armi nucleari, non gliene frega un cazzo. Dicono: “Beh, le prendo un po’ di radiazioni, se mi danno un lavoro.” I lavoratori sono stati fottuti cosi’ a lungo in questo paese, che queste sono le ultime decisioni che rimangono da prendere. Ho trovato il posto giusto per le palazzine popolari. Ho risolto il problema. Lo so dove possiamo costruire case per i senzatetto. Campi da golf. Perfetti. Campi da golf. Proprio quello che ci serve. Proprio quello che ci serve Un sacco di bei terreni, in bei quartieri, terreni che attualmente sono sprecati in un’attivita’ assurda e senza senso, svolta… …svolta principalmente da bianchi affaristi maschi benestanti che usano le partite per incontrarsi, stringere accordi e spartirsi questo paese tra di loro. Sono stanco… Sono molto stanco di questi golfisti ciucciacazzi coi loro pantaloni verdi, i loro pantaloni gialli, i loro pantaloni arancioni, i loro preziosi cappellini e le loro adorabili golf car. E’ il momento di requisire i campi da golf ai ricchi e consegnarli ai senzatetto. Il golf e’ un gioco arrogante e elitario e occupa davvero troppo spazio in questo paese, cazzo. Troppo spazio in questo paese. E’ un gioco arrogante gia’ per come e’ strutturato. Gia’ la struttura del gioco sprizza arroganza. Pensate a quanto e’ grande un campo da golf. La pallina e’ grande cosi’, cazzo! A che serve a quei coglioni tutta quella terra? Ci sono oltre 17.000 campi da golf in America. In media ognuno grande 60 ettari. Sono piu’ di un milione di ettari. Sono 1250 chilometri quadrati. Si potrebbero costruire due Rhode Island e un Delaware per i senzatetto con il terreno oggi sprecato per questo insensato, assurdo, arrogante, elitario, razzista… …ecco un’altra cosa. Gli unici neri che trovate nei country club portano vassoi. Un gioco noioso. Un gioco noioso, per gente noiosa. Avete mai visto il golf in televisione? E’ come guardare delle mosche che scopano. Un gioco assurdo, assurdo. Pensate al cervello che bisogna avere per ricavare piacere da questa attivita’: colpire una palla con una mazza ricurva… …e poi… …camminarle dietro! E poi… …colpirla di nuovo! Ma raccoglila, stronzo, sei gia’ fortunato ad averla ritrovata, cazzo! Mettitela in tasca e vai a fare in culo a casa. Hai vinto. Hai vinto. L’hai trovata. No. Non succede mai. Nessuna chance che questo accada. Mr. Sfigo, con mutandine scozzesi, continuera’ a tirare e camminare. Fate giocare questi ricchi ciucciacazzi a minigolf. Fateli cazzeggiare con un mulino a vento per un’ora e mezza o simili. Vedete se c’e’ qualcuno veramente capace tra di loro. Ora, io so che c’e’ certa gente che gioca a golf che non si considera ricca. Si fottano. E si vergognino per dedicarsi a un passatempo cosi’ arrogante ed elitario. Ehi, ecco un altro posto dove potremmo mettere palazzine popolari: i cimiteri. Ecco un’altra idea che ha fatto il suo tempo. Conservare tutti i morti in una parte della citta’? Che razza di idea del cazzo medievale, superstiziosa e religiosa e’? Scavate questi stronzi. Sversateli nelle correnti e nei fiumi d’America. Ci serve quel fosforo per l’agricoltura. Se vogliamo riciclare, facciamolo sul serio. Grazie. Grazie. Lo apprezzo. Lo apprezzo. E’ bello fare un sorso… Suppongo che sia ancora sicuro bere acqua a New York, eh? In realta’… In realta’, devo essere sincero, voglio solo provocarvi un po’. E’ solo una domanda a trabocchetto. E’ solo per provocarvi, perche’ non mi interessa molto dell’acqua, ve lo garantisco. Adoro solo sentire la risposta a quella domanda. Faccio questa domanda ovunque io vada. Ovunque chiedo: “Com’e’ l’acqua?” Ancora non ho ricevuto risposte positive. Nemmeno una. L’anno scorso sono stato in 40 stati, in 100 citta’. Nemmeno un pubblico e’ stato in grado di dirmi: “Si’, goditi un sorso della nostra ottima acqua locale. “E’ pura ed e’ buona.” Ovviamente capisco che molta gente non parla piu’ cosi’, ma nessuno si fida della propria riserva d’acqua locale. Nessuno. E la cosa mi diverte. Mi piace. Ammetto di essere un po’ deviato, ma mi diverte il fatto che nessuno riesce piu’ a fidarsi davvero dell’acqua. E la cosa che mi piace di piu’ e’ che cio’ significa che il sistema sta iniziando a collassare e tutto sta cominciando ad andare in pezzi. Mi piacciono il caos e il disordine. Non solo perche’ mi aiutano dal punto di vista professionale. Sono anche il mio hobby. Vedete, sono un fan dell’entropia. Sono un fan dell’entropia. Quando ho sentito parlare per la prima volta di entropia a lezione di scienze, ne sono stato attratto immediatamente. Quando mi hanno detto che in natura tutti i sistemi vanno in pezzi, ho pensato: “Che bella cosa! “Che bella cosa! “Forse posso dare un piccolo contributo in quest’ambito anch’io.” E ovviamente non c’e’ solo in natura. In questo paese, l’intera struttura sociale sta cominciando a collassare. Basta vedere. Sta cominciando ora a ridursi in frantumi. E la cosa che mi piace a riguardo e’ che rende i telegiornali piu’ interessanti. Rende i telegiornali piu’ eccitanti. Li rende piu’ divertenti. Io guardo i telegiornali per un solo e unico motivo: l’intrattenimento. E’ tutto cio’ che chiedo ai TG: intrattenimento. Sapete qual e’ la mia cosa preferita in televisione? Le brutte notizie. Brutte notizie, disastri, incidenti e catastrofi. Voglio vedere esplosioni e incendi. Voglio vedere cose che esplodono e corpi che volano. Non mi importa della finanziaria. Non mi interessano i discorsi sulle tasse. Non voglio sapere in che paese si trova oggi il fottuto Papa. Ma mostrami un ospedale in fiamme con gente in stampelle che salta dal tetto e sono un uomo felice! Sono un uomo felice! Sono un uomo felice! Voglio vedere una fabbrica di vernice che scoppia. Voglio vedere una raffineria esplodere. Voglio vedere un tornado abbattersi su una chiesa di domenica. Voglio vedere gente… Voglio sapere che un tizio e’ entrato in un K-Mart sparando ai commessi con una pistola automatica. Voglio vedere migliaia di persone che uccidono poliziotti nelle strade. Voglio sentire di un incidente nucleare. Voglio sapere che il mercato azionistico ha perso 2000 punti in un giorno solo. Voglio vedere gente sotto pressione. Sirene, fiamme, fumo, cadaveri, tombe riempite, genitori in lacrime, roba eccitante. Il mio genere di TV. Voglio solo un po’ di intrattenimento. Sono solo fatto cosi’. Sono fatto cosi’. Sapete cosa amo di piu’? Quando grossi pezzi di cemento e legno infuocato cadono dal cielo e la gente corre in giro tentando di scansarli. Roba eccitante. E’ per questo che guardo le corse automobilistiche. E’ l’unica ragione per cui guardo le corse automobilistiche. Aspetto incidenti, gente! Voglio vedere automobili in fiamme. Non mi interessa un branco di villici segaioli che guidano per 500 miglia in tondo. 500 miglia in tondo? Possono farlo anche i bambini, santo cielo. Non mi impressiona. Voglio vedere qualche coglione coi capelli in fiamme che corre dandosi botte in testa da solo… …cercando di spegnerle. Voglio vedere… …i box esplodere. Voglio vedere un’auto ribaltarsi a 200 miglia all’ora. Ehi, dove, a parte nell’automobilismo, potro’ mai vedere una collisione tra 23 auto senza essere coinvolto in quel casino? E se una macchina fa un volo fuori strada e atterra sugli spalti uccidendo 50 spettatori, bene. Cazzi loro! Gli sta bene. Hanno pagato per essere la’. Che se ne assumano il rischio come tutti gli altri. Significa solo piu’ divertimento per me. Piu’ divertimento per me! Ehi, almeno io lo ammetto. Almeno io lo ammetto. La maggior parte della gente non ammettera’ mai questi pensieri. I piu’ guardano queste cose in TV e dicono: “Oh, ma non e’ orribile? Ma che peccato!” Stronzi bugiardi. Stronzi bugiardi. Vi piace e lo sapete! Le esplosioni sono divertenti. Ehi! Piu’ vicina e’ l’esplosione a casa vostra… …piu’ e’ divertente. Ci avete mai fatto caso? A volte avete la TV accesa e fate faccende domestiche, qualcuno in televisione dice: “6000 persone sono morte oggi in un’esplosione.” Voi dite: “Dove! Dove!” Lui dice: “In Pakistan.” E voi: “Oh, chi se ne fotte del Pakistan!” Troppo lontano per essere divertente! Ma se dice che e’ successo nella vostra citta’, dite: “Wow, roba forte! Forza Dave, andiamo a vedere i cadaveri! “Andiamo a vedere i cadaveri!” Io amo le brutte notizie. Amo le brutte notizie. Ehi… Piu’ brutte notizie ci sono, piu’ velocemente il sistema collassera’. Per me va bene. Per me va bene. Non mi tange un cazzo. Non mi tange un cazzo. Sono contento che l’acqua faccia schifo. Sono contento che faccia schifo. Sapete cosa faccio? La bevo! A meno che… A meno che non puzzi davvero. Se puzza molto di zolfo… …allora potrei comprare una soda. Ma dev’essere una soda… …piena di additivi chimici! Mi piace avere molti additivi chimici nelle cose che mangio e bevo. Vedete, non sono uno di quelli che si preoccupano di tutto. Avete gente cosi’ attorno a voi? Il paese ne e’ pieno. Gente che ne va in giro tutto il giorno, ogni minuto, preoccupata per tutto! Preoccupata per l’aria, per l’acqua, per la terra. Preoccupata per gli insetticidi, i pesticidi, gli additivi alimentari, le sostanze cancerogene, preoccupata per il gas radon, per l’amianto… Preoccupata di salvare le specie in via di estinzione. Lasciate che vi dica una cosa sulle specie in via di estinzione, ok? Salvare le specie in via di estinzione e’ solo un altro tentativo arrogante degli umani di controllare la Natura. E’ immischiarsi con arroganza, e’ quello che ci ha messo nei guai fin dall’inizio. Non lo capisce nessuno? Interferire con la Natura! Piu’ del 90%… di piu’, molto di piu’… …del 90% di tutte le specie che sono mai vissute su questo pianeta, sono andate. Sono estinte! Non le abbiamo uccise tutte noi! Sono solo scomparse. E’ quel che fa la Natura! Oggigiorno scompaiono al ritmo di 25 al giorno. Intendo, senza contare il nostro comportamento. Non importa come ci comportiamo su questo pianeta, 25 specie che erano qui oggi… …saranno scomparse domani. Lasciamole andare in pace. Lasciamo in pace la Natura. Non abbiamo gia’ fatto abbastanza? Siamo cosi’ presuntuosi. Cosi’ presuntuosi! Tutti vogliono salvare qualcosa, adesso. Salviamo gli alberi! Salviamo le api! Salviamo le balene! Salviamo quelle lumache! E l’arroganza piu’ grande di tutte: “Salviamo il pianeta”. Cosa?! Ma questa gente mi prende per il culo? Salvare il pianeta? Ma se non sappiamo ancora prenderci cura di noi! Non sappiamo prenderci cura l’uno dell’altro e dobbiamo salvare questo cazzo di pianeta? Sono stanco di queste cazzate! Stanco di queste cazzate! Stanco! Sono stanco del fottuto Eath Day, stanco di questi ambientalisti autoreferenziali, questi bianchi liberali borghesi che pensano che l’unica cosa che non va in questo paese e’ che non ci sono abbastanza piste ciclabili. Gente che tenta di rendere il mondo sicuro per la propria Volvo. D’altra parte, agli ambientalisti non frega un cazzo del pianeta, non gli interessa del pianeta. Non che in astratto non gli importi. Sapete a cosa sono interessati? A un posto pulito in cui vivere. Il proprio habitat. Sono preoccupati che un giorno, in futuro, possano essere personalmente scomodati. Lo stupido e ottuso interesse personale non mi colpisce. Per di piu’, non c’e’ niente che non vada nel pianeta. Niente che non vada, il pianeta sta bene! La gente e’ fottuta! C’e’ una bella differenza. Il pianeta sta bene. In confronto alla gente, il pianeta sta alla grande. E’ qui da quattro miliardi e mezzo di anni. Avete mai fatto due conti? Il pianeta e’ qui da quattro miliardi e mezzo di anni. Noi da quanti anni siamo qui? Centomila? Forse duecentomila? E ci siamo dati all’industria pesante da poco piu’ di duecento anni. Duecento anni contro quattro miliardi e mezzo! E abbiamo la presunzione di pensare che in qualche modo siamo una minaccia? Che in qualche modo metteremo a rischio questa bella pallina azzurra e verde che galleggia intorno al sole? Il pianeta ha superato come molto peggiori di noi. Ha superato ogni tipo di cosa peggiore di noi. Ha superato terremoti, vulcani, tettonica a placche, deriva dei continenti, venti solari, macchie solari, tempeste magnetiche, inversione magnetica dei poli… …centinaia di migliaia di anni di bombardamenti di comete e asteroidi e meteoriti, inondazioni mondiali, onde anomale, incendi planetari, erosione, raggi cosmici, ere glaciali ricorrenti. E noi pensiamo che qualche busta di plastica… …e qualche lattina di alluminio… …faranno qualche differenza? Il pianeta… …il pianeta… Il pianeta non va da nessuna parte. Noi si’! Noi stiamo andando via. Fate le valigie, gente. Ce ne andiamo. E non lasceremo neanche molte tracce, grazie a Dio. Forse un po’ di polistirolo. Forse. Un po’ di polistirolo. Il pianeta sara’ qui quando noi saremo andati via da un pezzo. Solo un’altra mutazione fallita. Solo un altro vicolo cieco biologico sbagliato. Un cul-de-sac evoluzionistico. Il pianeta ci scuotera’ di dosso come un’infestazione di pulci. Un fastidio superficiale. Volete sapere come se la passa il pianeta? Chiedete a quella gente a Pompei, pietrificata dalle ceneri vulcaniche… …come se la passa il pianeta. Oppure chiedetelo alle persone a Citta’ del Messico o in Armenia, o centinaia di altri posti, seppellite da un terremoto sotto migliaia di tonnellate di macerie… …se sentono di essere una minaccia per il pianeta, questa settimana. E che dire di quelli di Kilowaia, Hawaii, che hanno costruito le loro case accanto a un vulcano in attivita’… …e poi si chiedono perche’ hanno della lava in soggiorno! Il pianeta restera’ qui per tanto, tanto, tanto tempo dopo che ce ne saremo andati e si curera’, si ripulira’, perche’ e’ quello che fa: e’ un sistema che si corregge da solo. L’aria e l’acqua guariranno, la terra’ sara’ rinnovata, e se e’ vero che la plastica non e’ degradabile, bene, il pianeta incorporera’ semplicemente la plastica in un nuovo paradigma: la Terra piu’ la plastica. La Terra non condivide il nostro pregiudizio verso la plastica. La plastica viene dalla Terra! Probabilmente la Terra vede la plastica come un altro dei suoi figli! Potrebbe essere l’unica ragione per cui la Terra ci ha permesso di riprodurci: voleva la plastica per se’. Non sapeva come farla. Aveva bisogno di noi. Potrebbe essere la risposta all’antica domanda filosofica: “Perche’ siamo qui?” “La plastica… coglioni!” Quindi… …quindi… …la plastica e’ qui, il nostro lavoro e’ finito, possiamo essere dismessi. E penso che in realta’ sia gia’ cominciata, voi no? Penso, per essere giusti, che il pianeta ci veda come una moderata minaccia, Qualcosa con cui fare i conti. E sono sicuro che il pianeta si difendera’. Come farebbe un grande organismo, cosi’ come si difendono gli alveari o le colonie di formiche. Sono sicuro che il pianeta pensera’ a qualcosa. Cosa fareste se foste il pianeta che tenta di difendersi da questa specie fastidiosa e problematica? “Vediamo, cosa… i virus! “I virus potrebbero funzionare, sembrano vulnerabili ai virus. “E i virus sono furbi, “cambiano sempre e formano nuovi ceppi ogni volta che viene sviluppato un vaccino… “Magari, questo primo virus potrebbe essere uno… “…che compromette il sistema immunitario di queste creature. “Magari un virus per l’immunodeficienza umana “che li renda vulnerabili a tutte le altre malattie e infezioni che potrebbero presentarsi… “E forse potrebbe diffondersi sessualmente! “Rendendoli un po’ riluttanti a intraprendere l’atto della riproduzione.” Beh, e’ una nota poetica. Ed e’ un inizio. E posso sognare, no? Non mi preoccupo delle piccole cose: api, alberi… …balene, lumache… Penso che siamo parte di una saggezza piu’ grande di quanto potremo mai comprendere. Un ordine superiore. Chiamatelo come volete. Sapete come lo chiamo io? Il Grande Elettrone! Il Grande Elettrone… Non punisce, non premia, non giudica affatto. Esiste e basta. E anche noi. Per un po’ di tempo. Grazie per essere stati con me per un po’ di tempo stasera. Grazie. Grazie mille. Grazie. Grazie. Grazie New York! Prendetevi cura di voi! Prendetevi cura di voi! E prendetevi cura di qualcun altro! Grazie, buona notte!

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