Home FOOTBALL QUEL GIORNO DA INFARTO A TORINO CON LA JUVE

QUEL GIORNO DA INFARTO A TORINO CON LA JUVE

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Torino, 15 marzo 1970. Juventus - Cagliari. La sequenza del primo gol di Riva
Torino, 15 marzo 1970. Juventus - Cagliari. La sequenza del primo gol di Riva

LO SCUDETTO IN UN LIBRO DI FRONGIA

Cagliari-Bari del 12 aprile 1970 è la partita che ufficialmente ha assegnato lo scudetto al Cagliari. Ma l’incontrò che ha decretato il trionfo della squadra rossoblù è stato quello di Torino con la Juventus. Una partita drammatica che qui sotto ricostruiamo attraverso la testimonianza del medico sociale del Cagliari di allora, il dottor Augusto Frongia. Il capitolo è tratto dal libro di Frongia, «Il campionato» (pubblicato dall’Editoriale Erre) in cui si intrecciano una toccante storia umana e una irripetibile vicenda sportiva.

Comincia la partita e subiamo il primo goal in modo rocambolesco. Cross dalla destra. Albertosi è sulla palla ma Niccolai, frastornato, lo precede e con un magnifico stacco infila ira di testa la propria rete. Una bastonata o una frustata? Una bastonata e una frustata. Il Cagliari appare sotto shock, ma reagisce presto per la frustata. Pareggia allo scadere del tempo. Con Riva. Uno dei migliori goal di Riva. Tiro cross di Nenè dalla destra, tocco di tacco che scavalca Anzolin in uscita e palla in rete di testa. Uno a uno alla file del primo tempo.
Durante il riposo, Scopigno, che è costretto a vedere la partita dalla tribuna perché è squalificato, rincuora Niccolai e modifica alcune disposizioni tattiche. Sembra soddisfatto. Anche i giocatori sono soddisfatti. Ma il dramma è nell’aria. Si scatena improvvisamente al quarto d’ora. Su una palla alta, quasi a fondo campo, saltano Martiradonna e uno juventino. Lo juventino spinge e Martiradonna, sbilanciato, non può evitare che il pallone, ricadendo, gli scivoli lungo il braccio. Lo Bello fischia e indica, fra la sorpresa generale, il dischetto del rigore. Fallo volontario dello juventino non punito, fallo involontario di Martiradonna punito. Per i giocatori cagliaritani l’ingiustizia è palese. Protestano a lungo. Inutilmente. Lo Bello è inflessibile. Batte Haller. Il tiro è fiacco e centrale. Albertosi para agevolmente e viene subito dopo sommerso dagli abbracci dei compagni.
Gli juventini si disperano. Non si sognano neppure che quel fischietto stranamente timido che Lo Bello ha emesso subito dopo la parata di Albertosi indichi la ripetizione del rigore. Quando però i giocatori del Cagliari si rendono conto delle intenzioni dell’arbitro, si scatena una rissa. Cera è il primo a scagliarsi contro il direttore di gara. Brugnera fa arrivare una raffica di insulti. Albertosi prima protesta, poi appoggia il braccio sul palo e la fronte sul braccio. Piange come un bambino. Riva, anche lui con le lacrime agli occhi, grida a Lo Bello:
— La prego. Faccia quello che vuole, ma trovi anche la forza di mandarmi via. Mi espella! La prego! Cosa vuole che le dica? Che è un mascalzano. Ora non può non mandarmi via.
— Si calmi — replica Lo Bello, apparentemente tranquillo. — Calmatevi tutti.
— Calmarsi un corno — risponde Cera. — Qui stanno andando in fumo tanti anni di sacrifici. Anche noi abbiamo famiglia! Signor Lo Bello, la scongiuro, non ci rovini una carriera.
— Coraggio. Fate i bravi. La partita continua, non innervositevi, potete rimontare.
Anastasi batte per la seconda volta il rigore. Tiro centrale ma fortissimo e palla in rete. Le bandiere juventine stordiscono i cagliaritani. L’urlo della folla fa tremare la panchina dove Conti, esausto, si è lasciato andare. Sembra la fine di un altro sogno. Invece, proprio quando nessuna se l’aspetta, Lo Bello concede una punizione da metà campo a favore del Cagliari. Cera si appresta a batterla. Lo Bello gli si accosta e gli dice qualcosa. Cera indugia per consentire all’arbitro di recarsi nell’area di rigore juventina. Lo Bello corre e decisissimo si porta accanto a Salvadore e dice anche a lui qualcosa. Poi fischia. Cera batte la punizione. Uno spiovente alto per la testa di Riva. Ma Riva è fuori tempo. Salvadore salta e respinge di testa. Si ode un fischio. Sembra sia stato emesso da qualche spettatore. Invece è proprio di Lo Bello. Rigore. Rigore? I cagliaritani sembrano increduli. È il primo regalo che ricevono in due campionati. Troppo bello per essere vero. Chi tira? Riva? Madonna Santa. Io non guardo.
Cera corre in panchina e si nasconde la testa fra le mani. Martiradonna si siede a centrocampo con le spalle rivolte alla porta juventina e prega Niccolai di guardare anche per lui.
— Dalla tua faccia capirò se abbiamo vinto il campionato o se lo abbiamo perso.
Nené fa finta di allacciarsi una scarpa. Domenghini, benché faccia un freddo cane, corre verso il secchio dell’acqua e se lo rovescia in testa. Dei settantamila spettatori presenti non ce n’é uno che non trattenga il respiro. Riva si porta una mano sulla fronte e si piega sulle ginocchia. Sembra che si concentri o che preghi. Poi, nel silenzio di tomba, si ode distintissimo il fischio di Lo Bello.
I muscoli di Riva si contraggono. È la fine di un incubo. Parte. Non sembra deciso. È sulla palla. La calcia di sinistro, di piatto sulla destra di Anzolin. Domenghini al primo boato si volta di scatto. Anche Cera e Conti si voltano per guardare e vedono Anzolin distendersi e schiaffeggiare la palla. Sembra che riesca a parare. Ma il pallone, lentamente entra in rete. È il due a due. Martiradonna guarda terrorizzato Niccolai. Ha sentito un boato della folla e non vuole rassegnarsi al peggio. Poi Niccolai solleva le braccia al cielo e Martiradonna cade all’indietro. Tutti corrono incontro a Riva. Con quell’episodio praticamente termina la partita. Negli spogliatoi l’euforia porta a parlare tutti contemporaneamente!
— Lo Bello è veramente un grande arbitro, urla Cera. — Onesto poi. Oh se è onesto! Ha capito che aveva commesso un errore sul rigore per la Juventus, si è commosso per la nostra disperazione e ha rimediato. Nessun arbitro avrebbe avuto il coraggio di agire così in casa della Juventus.

Augusto Frongia

da: Speciale “20 Anni fa il Cagliari campione d’Italia”, supplemento allegato al quotidiano L’Unione Sarda del 13 aprile 1990. Pagina 9

Cagliari scudetto - Vent'anni dopo - L'Unione Sarda - Pag. 9

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